Il vino: una bevanda emotiva che sa di terra

Il vino: una bevanda emotiva che sa di terra

Il vino: una bevanda emotiva che sa di terra

Uno dei concetti chiave su cui abbiamo fondato la nostra azienda vinicola, e di cui vi abbiamo ancora parlato poco, è il Terroir. La definizione di questo termine nel corso del tempo ha dato luogo a innumerevoli dispute, ma dal 2010 si può fare riferimento alla definizione approvata dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV) in occasione del 33° congresso mondiale svoltosi a Tiblisi, in Georgia:

“Il Terroir vitivinicolo è un concetto che si riferisce a uno spazio nel quale si sviluppa una cultura collettiva delle interazioni tra un ambiente fisico e biologico identificabile e le pratiche vitivinicole che vi sono applicate, che conferiscono caratteristiche distintive ai prodotti originali di questo spazio. Il Terroir include caratteristiche specifiche del suolo, della topografia, del clima, del paesaggio e della biodiversità.”

Questa interazione crea caratteristiche distintive per i prodotti che hanno origine in una precisa area. Ogni Terroir, dunque, è diverso dagli altri. Ciò che appassiona ed entusiasma gli amanti del vino è riconoscere l’odore tipico trasmesso dalla varietà d’uva utilizzata, nonché anche provare a capire in quale territorio di quel paese sia stato prodotto il vino degustato. È ovvio che tentare l’individuazione sia del paese sia del territorio è una sfida tipica dei grandi appassionati, che cercano qualcosa in più del semplice vino ben fatto. Per molti, infatti, bere un vino senza chiedersi in quale suolo si trovi e come sia coltivata la vigna che ha dato i grappoli che lo hanno originato è un’esperienza incompiuta, perché ritengono che l’aspetto più esaltante sia proprio quello di “sentire” un po’ della terra d’origine nel bicchiere da cui sorseggiano.

Allora, potremmo chiederci, il vino deve odorare anche un po’ di terra? Cominciamo con il precisare che l’accezione “sentire la terra” ha un significato più ampio e complesso, che abbraccia tutti gli elementi, umani e territoriali, che contribuiscono alla creazione di un vino: vuol dire percepire gli odori generati da una vera e propria orchestra olfattiva diretta all’uomo, che in perfetta armonia con i ritmi stagionali suona note odorose scritte dalla terra stessa e dall’ambiente in cui vegeta la vigna, su una peculiare partitura che si chiama grappolo. Infatti, è proprio dalla particolare sinergia, instauratasi tra il suolo, l’esposizione, il microclima, la vigna, l’annata che si creano nell’uva le caratteristiche compositive per ottenere, dopo la fermentazione alcolica, una sinfonia olfattiva irriproducibile in ogni altro luogo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IlTerroir è quindi un parametro che va oltre la composizione fisico chimica del vino, ma apporta attributi “metafisici”. Più precisamente, esso dà qualcosa in più al vino, gli fornisce un’anima.

Il valore di un vino è misurabile anche in maniera immaterialmente estrinseca attraverso gli stati d’animo, le emozioni e appunto il paesaggio. Ciò che è bello genera il buono attraverso una relazione emozionale, estetica che coinvolge a pieno titolo il paesaggio. Il vino è uno dei pochissimi prodotti che si fanno ancora all’aperto. Ogni periodo dell’anno ha un’identità precisa che non si può distinguere ed è specifica di quel determinato luogo. Il vino è una bevanda emotiva. Per affrontare il vino bisogna essere pronti a perdere una parte di noi, ovvero ad avvicinarsi al vino replicando le condizioni in cui esso si presenta, avvicinandosi dunque alle sue stesse condizioni. Il vino è sempre stato un bene edonistico sin dall’antichità. Quando si va verso il vino bisogna pensare a chi siamo. Il vino siamo noi, il riconoscimento di ciò che amiamo.

Cosa succede quando incontriamo il vino?

Noi umani abbiamo i sensi come strumenti. Ciò che immettiamo nel nostro corpo deve donare la prima qualità dell’alimento o della bevanda: il senso di benessere.

Interrogarci su come stiamo: questo è il principio di un buon vino. Dopo un bicchiere di vino è importante sentirsi bene, qualcosa che è entrato dentro il proprio corpo lo ha qualificato e arricchito.

Tra i principi imprescindibili di un buon vino c’è soprattutto la restituzione del luogo di nascita. Non c’è azione enologica che possa giustificare qualcosa che si allontani da questo principio. Il vino, infatti, attraverso il sapore, il profumo e le sensazioni finali è in grado di ricordare e riportare alla luce il luogo di nascita. Come impariamo a riconoscerlo? Assaggiando e bevendo molto spesso vini di quel territorio.

 

 

 

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